Tecniche di meditazione diverse producono effetti diversi
Mentre diventa sempre più evidente che le tecniche di rilassamento e di meditazione possono avere un'influenza positiva sui disturbi legati allo stress, diversi studi comparativi hanno dimostrato che non è corretto pensare che tutte queste tecniche abbiano effetti equivalenti. Questo perché innescano meccanismi diversi, come dimostra il confronto tra la Meditazione Buddista Tibetana la mindfulness meditation e la Meditazione Trascendentale (vedi sotto). Un'ulteriore conferma scientifica ci viene da un procedimento statistico chiamato meta-analisi, utilizzato per mettere a confronto una grande quantità di ricerche diverse, combinandone in modo sistematico i risultati per arrivare a un risultato definitivo.

1 - Una meta-analisi condotta presso l’Università di Stanford su tutti gli studi a disposizione (146 studi indipendenti), ha evidenziato che la Meditazione Trascendentale di Maharishi era molto più efficace nel ridurre l'ansia di tratto, una misura dello stress cronico, rispetto al rilassamento progressivo e alle altre tecniche di rilassamento muscolare e di meditazione prese in esame, il cui effetto, nella migliore delle ipotesi, era pari a quello placebo. La concentrazione aumentava l'ansia. Journal of Clinical Psychology 1989; 45: 957-974
2 - Dieci meta analisi che coprono 475 studi indipendenti hanno dimostrato che le diverse tecniche di rilassamento e di meditazione producono risultati molto diversi: l'effetto delle tecniche variava da -0,003 (nessun effetto) a 0,89 (un forte effetto). Ann Intern Med 1993; 118: 964-972. Alcohol Drugs Driving 1990; 6: 147-160
3 - I risultati di otto meta analisi che hanno valutato 597 studi ed hanno coinvolto un totale di circa 20.000 soggetti (pubblicato su American Journal of Health Promotion 1998; 12 (5): 297-299) dimostrano che l'effetto della Meditazione Trascendentale è superiore a quello di tutte le altre tecniche prese in esame nelle aree:
Per assicurare l’attendibilità degli studi sopra citati sono state accuratamente controllate la struttura degli esperimenti, la possibile parzialità dei ricercatori, l’influenza delle aspettative, la lunghezza dei trattamenti e tutte le altre potenziali cause di errori metodologici, oltre ad un’ampia serie di variabili demografiche, quali la densità di popolazione e l’età.
Meditazione Buddista Tibetana, mindfulness meditation e Meditazione Trascendentale: un confronto
Un recente studio del Dott. Fred Travis, direttore del Center for Brain, Consciousness and Cognition presso la Maharishi University of Management, mostra che le diverse forme di meditazione presentano caratteristiche neurofisiologiche assai differenti e che la tecnica della Meditazione Trascendentale si distingue per l'assenza di sforzo.

Parlando alla conferenza annuale delle " Scienze della coscienza" a Tucson, il Dott. Travis ha parlato sull'argomento "Tutte le meditazioni sono uguali?". Durante la sua esposizione ha confrontato i cambiamenti prodotti dalla meditazione Buddista Tibetana, dalla 'mindfulness meditation' e dalla tecnica della Meditazione Trascendentale, usando tomografie del sistema nervoso e dati elettroncefalografici.
I risultati mostrano che la Meditazione Budista Tibetana è particolarmente dinamica, con onde elettroencefalografiche nell'ambito dei 40 Hz (altrimenti conosciute come onde gamma). Anche le immagini del sistema nervoso mostrano che il cervello è molto attivo. Nella mindfulness meditation il cervello appare squilibrato, con considerevole attività nella corteccia frontale sinistra, la parte del cervello associata all'analisi.
Al contrario, i modelli elettroencefalografici registrati durante la tecnica della Meditazione Trascendentale mostrano una produzione globale di onde alfa coerenti che sono correlate con l'esperienza della forma di consapevolezza più semplice, o pura coscienza. Questo modello elettroncefalografico non è stato visto in nessun'altra forma di meditazione. Le immagini tomografiche durante la pratica della Meditazione Trascendentale mostrano che la parte frontale e quella posteriore del cervello, il sistema dell'attenzione, sono molto più vigili e attive rispetto a quando si sta semplicemente seduti ad occhi chiusi, mentre il talamo, che è la porta dell'esperienza, è meno attivo. In altre parole questo indica un'esperienza di tranquilla vigilanza. Il sistema preposto all'attenzione è sveglio, mentre l'esperienza mentale è orientata verso l'interno piuttosto che verso l'esterno.
La Meditazione Trascendentale non richiede sforzo
"La risposta del pubblico è stata molto positiva" ha detto il Dott. Travis. "Hanno visto la necessità di differenziare le varie forme di meditazione". La cosa che più ha sorpreso il pubblico era che la Meditazione Trascendentale non richiede sforzo. Tutti davano per scontato che fosse una tecnica di concentrazione, ma l'elettroencefalogramma e le immagini del sistema nervoso mostravano chiaramente che la mente era in uno stato di veglia pieno di riposo, specialmente se confrontato alle altre forme di meditazione.
Il Dr. Travis ha spiegato che la pratica è priva di sforzo perchè è basata sulla naturale tendenza della mente a cercare una situazione più appagante; inoltre, essendo naturale e senza sforzo, i cambiamenti elettroencefalografici appaiono dopo soli due mesi dall'inizio della pratica e si stabilizzano velocemente durante l'attività.